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Che lavoro fai? Prova a dirlo con il personal branding

lavoro e personal branding

Quante volte ti è capitato di dover rispondere alla domanda: “E tu, che lavoro fai?”

Se fai parte di quella categoria di persone che per trovare una risposta deve raggruppare idee e significati e, tra il disagio e mille giri di parole, abbozza una frase sconnessa e confusa, allora devi approfondire la conoscenza del personal branding.

In realtà, applicarne i principi è utile anche se rispondi in modo preciso e senza imbarazzo, ma stai cercando un lavoro o vuoi cambiare quello che hai già. Il personal branding, infatti, può aiutarti molto a compilare o a rivisitare il tuo cv, donando nuova luce e valore alle tue qualità ed esperienze.

Personal branding: conosci te stesso

Il personal branding ha a che fare innanzitutto con la tua identità professionale.
Non è facile darne una definizione precisa, anche perché non esiste, ma, semplificando, posso dire che riguarda il motivo per cui un cliente o un datore di lavoro sceglie te e non qualcun altro.

Perché? Per il fatto che sei stato il più bravo a identificare, comunicare e promuovere quello che fai in modo DIVERSO da tutti gli altri. Hai individuato i tuoi punti di forza e la tua unicità, l’hai comunicato in modo efficace e infine ti sei preoccupato di elaborare delle strategie per farlo sapere a chi può essere interessato proprio a quello che solo tu sai fare così bene.

Facile a dirsi, no? Già, ma nella pratica, si tratta di una gran fatica. Perché il personal branding ha a che fare con la consapevolezza e la conoscenza, onesta e autentica, di se stessi e la capacità di promuovere la propria immagine professionale.

Oggi più che mai la comunicazione online rende necessario parlare di sé e creare fiducia: per essere creduto devi essere visto. Puoi anche essere il più bravo nel tuo lavoro ma, se non lo dici in giro, nessuno lo saprà. Allora devi proprio iniziare a farti notare.

Modelli per indagare la tua identità professionale

Esistono degli esercizi concreti che puoi fare per cominciare a riflettere seriamente sul tuo valore e unicità professionale, una specie di mappa del tesoro più prezioso, quello che è custodito proprio dentro di te.

Ti propongo a seguire due modelli grafici che ho preso in esame anch’io, e che trovo un buon punto di partenza per il viaggio alla scoperta di te stesso:

Il Prisma di Kapferer, sul quale non mi dilungo perché ne parlo in questo articolo sull’identità di brand;

il Personal Branding Canvas, lo schema sviluppato da uno dei più importanti esperti di personal branding italiani, Luigi Centenaro.

Il Personal Branding Canvas

Lo schema creato da Luigi Centenaro può essere applicato sia ad un brand aziendale che ad uno personale, proprio come il modello Prisma di Kapferer.

Qui sotto ti riporto l’immagine della versione recentemente rivisitata e scaricabile inserendo la tua email al sito, Big Name:

Il Personal Branding Canvas

Una volta scaricato il pdf, l’autore consiglia di stamparlo in formato A1 e di compilarlo facendo uso di pennarelli e post-it, pratici per segnare o spostare riferimenti e appunti.

Come vedi dalla foto, le sezioni sono composte da blocchi e riguardano:

  • la tua identità: chi sei, cosa fai, cosa sai fare e come puoi dimostrarlo;
  • il target o pubblico: a chi parli, chi vuoi convincere;
  • che strategia usi per comunicare il tuo valore e perché scegliere proprio te, in cosa sei diverso, in un contesto affollato di concorrenti;
  • a quali investimenti devi fare a fronte e su quali risultati puoi contare.

Ho semplificato molto la descrizione del Personal Branding Canvas ma, scaricando il modello, troverai tante domande piuttosto dettagliate, che ti obbligheranno ad un percorso di analisi illuminante.

Pensa ad esempio all’aspetto degli investimenti materiali necessari per la tua attività: se non lo gestisci e pianifichi con precisione, integrandolo con la nota precisa delle voci in entrata, puoi ritrovarti in serie difficoltà, semplicemente perché non sei abituato al lavoro autonomo o hai scarsa attitudine alla pianificazione economica.

E’ un modello, dunque, che fa riflettere e allarga la visione d’insieme ad un vasto panorama: pur incentrandosi sui tratti identitari del brand, obbliga a tener conto di tanti altri aspetti ad esso complementari.

CV e personal branding

Cosa c’entrano i modelli di personal branding con il trovare un lavoro, cambiarlo o compilare un cv?

Prima di tutto a diventare consapevole di te stesso e delle tue competenze, capacità tutt’altro che scontata quando a raccontarti sei tu. Spesso tendiamo infatti a sminuire alcune nostre abilità: ne siamo abituati e le riteniamo banali, nulla di speciale, o particolarmente importante, finendo in realtà per farci piccoli e svalutarci.

La consapevolezza acquisita può inoltre sviluppare forza e volontà per farti notare dai tuoi clienti o da un possibile datore di lavoro. Se rifletti sulla tue caratteristiche personali e professionali, tenendo conto di esperienza, risultati e risorse, puoi ricavare informazioni utili per creare un cv personalizzato, magari realizzandolo con strumenti che lo rendono più creativo e originale come Canva. Oppure sarai in grado di rielaborare le informazioni presenti sul tuo profilo Linkedin, strumento per eccellenza per costruire il tuo personal brand, in modo da risultare più attraente per recruiters o potenziali clienti.

Allora, hai già scaricato il tuo modello di personal branding da indagare? Chissà cos’hai scoperto e che ora riesci a dire!

Foto in evidenza da Unsplash

2 commenti su “Che lavoro fai? Prova a dirlo con il personal branding”

  1. Grazie del prezioso consiglio
    Sto cercando di creare una startup
    ..ma strada facendo mi son reso conto che è fondamentale
    Che lavori sul Personal branding
    Per acquisire credibilità..
    Grazie Monica

    Paolo

    1. Grazie di nuovo a te Paolo.
      Lavorare sul personal branding significa acquistare consapevolezza: la credibilità segue a ruota!

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