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E se fossimo tutti un po’ “cuggini”?

professionisti del web

Il web marketing tra professionisti, hobbisti e cultori in formazione

I professionisti del web sono particolarmente sensibili al tema del “cuggino”. 

Il cuggino del web è un parente, o amico del cliente, che ha il brutto difetto di insinuarsi in una già difficile trattativa di lavoro, e di rubare loro l’incarico. Leggo a tal proposito post, articoli di blog e commenti dai toni tra il vivace e il combattivo. 

L’argomento è importante ed è giusto parlarne e provare a capire chi è il cuggino. E perché, anche se un certo tipo di figura “professionale” è realmente dannosa per chi lavora con competenza, non bisogna averne paura. 

Il cuggino tuttofare: lo smanettone tuttologo

L’avvento del web ha reso possibile trasformare le passioni in progetti concreti per tante persone. Chi ha deciso di aprire un’attività ha trovato nella rete varie opportunità: farsi conoscere tramite un sito o blog, allargare i contatti usando i social network, trovare informazioni online e molto altro ancora.

Il web ha dato il via anche alla nascita di tantissime nuove professioni legate al marketing digitale, permettendo di trasformare la propria identità professionale. In rete, del resto, si trova tanto materiale, anche gratuito, che può essere studiato e usato per approcciarsi alla materia. 

La prima tipologia di cuggino nasce proprio da tale opportunità: si tratta dello smanettone tuttofare che, dopo qualche tutorial e ora passata a leggere blog e post di esperti del settore, ritiene di essere formato e pronto a fare il tuttologo del web. Realizza il sito, cura i social network, scrive contenuti per il blog, si occupa anche dell’advertsing. Ovviamente il tutto a costo stracciato.

Questo è il cuggino a cui fare attenzione, quello dal quale stare alla larga, se non da temere proprio. Crea danni, non solo al cliente, illuso di aver risparmiato, ma anche a chi dovrà poi metter mani al suo operato e avrà un bel da fare a sistemare un lavoro superficiale e amatoriale. Scarsa attenzione alla sicurezza del sito, contenuti di bassa qualità, mancanza di coerenza nella comunicazione e di conoscenze tecniche e strategiche nell’uso degli strumenti: ecco solo alcuni dei problemi da affrontare quando il cuggino tuttofare regala uno sconto che alla fine non paga.

Il cuggino in formazione: tra passione e disciplina

Il cuggino in formazione, invece, è l’altra categoria sulla quale mi voglio soffermare. Lo ammetto, mi sta simpatico. In lui ho fiducia e vedo potenzialità. Il cuggino in formazione non è  solo un appassionato del web ma si impegna tanto e ha deciso di trasformare un’idea e una passione in un lavoro vero. Sa che questo trasporto per il digitale non basta a far di lui un professionista e che è necessaria tanta disciplina per arrivare ad un lavoro riconosciuto e remunerato.

Studiare tanto e mettersi in gioco con umiltà: ecco in cosa crede il cuggino in formazione. E’ attento, rispettoso e conosce i suoi limiti. Non dice “faccio io” se sa di non avere le competenze necessarie. Certo ha bisogno di una palestra per cominciare e sperimentare e quale migliore occasione se non farlo con famiglia e conoscenti? L’amico fotografo, la cugina parrucchiera, la zia estetista. Si chiamano “primi clienti”: si fidano di lui e gli permettono di mettere in pratica studio e creatività. Sanno che starà basso con il prezzo perché è all’inizio e non perché vuole essere competitivo. Del resto non spenderebbero comunque di più.

Diventare professionisti del web

Il cuggino in formazione, con talento e impegno, ha buone possibilità di diventare un professionista del web. Esistono, infatti, tantissime opportunità di approfondimento e specializzazione in materia di comunicazione digitale. 

Formazione e primi lavori sul campo, devono andare di pari passo con l’invio di candidature dirette ai professionisti, quelli con esperienza e affermati: agenzie, studi web, liberi professionisti ai quali proporsi come collaboratori. La concorrenza è tanta ma stringere i denti per poter vantare un’esperienza in un contesto strutturato come l’agenzia, vale la fatica e la scelta di accettare all’inizio di essere pagati poco. 

Questo è l’iter ideale, ma non funziona così per tutti e ognuno ha risorse e una rete personale di collegamenti che potrebbe fare la differenza.

Siamo tutti un po’ cuggini

Detto ciò mi sembra quasi superfluo rassicurare i professionisti del web più titolati: i cuggini in realtà non rubano nulla. Anzi, potrebbero diventare risorse con cui collaborare: la categoria degli appassionati in formazione è realmente motivata e ama essere aggiornata, tanto da risultare fonte di stimoli e conoscenze qualificate. Per non parlare poi del lato economico: pur di collaborare accetterebbero anche di fare i galoppini, per un minimo rimborso spese. E comunque il lavoro che svolgono non può essere considerato una minaccia, perché il loro mercato è fatto di chi non ha né i mezzi né la minima volontà di affidarsi ad uno studio web. 

L’altra categoria, i cuggini tuttofare, invece, può risultare più fastidiosa. Sono per lo più superficiali e spregiudicati. Del resto, chi li sceglie, lo fa meramente per un motivo economico. Sono clienti ai quali risulterebbe particolarmente difficile parlare di brand o strategia, tanto per citare due tra le parole più temute dei consulenti. Clienti che chiedono tanto in cambio di troppo poco. 

Quindi, prima di giudicare o usare toni particolarmente battaglieri, ricordiamoci che far percepire il valore del nostro lavoro è compito nostro. Inoltre, in un mercato dove i clienti consapevoli sono più l’eccezione che la regola, siamo tutti un po’ tutti cuggini. Tutto sommato, perdere i clienti del “risparmiosopratutto” è probabilmente più un guadagno che un reale danno.

E tu, in quale categoria ti rivedi?

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